Una rivista di riflessione sulla fotografia, sull’arte e sulla cultura. 

Nasce, per volontà degli associati di AFIP International e del suo Presidente Giovanni Gastel, la nuova pubblicazione FC ▪ FOTOGRAFIA E[È] CULTURA con cadenza semestrale e raccoglierà contributi teorici e articoli di riflessione sulla fotografia, sull’arte e sulla cultura in generale.

Il primo numero è distribuito da giugno ed è previsto a settembre il lancio del sito web, che affiancherà la versione cartacea.

Periodicità

semestrale (giugno-dicembre)

Costo rivista

9,00 Euro

Dove acquistarlo (in progress)

Gallerie d'Italia, piazza della Scala, 6, 20121 Milano MI

F.A.I - Villa Necchi Campiglio, via Mozart 12, 20122 Milano

F.A.I - Villa Panza, piazza Litta 1, 21100 Varese

Hoepli, via Ulrico Hoepli 5, 20121 Milano oppure online

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Contatti 

Per distribuzione e spazi pubblicitari

Oberon Media fc@oberonmedia.com 

Ufficio stampa

Guardans-Cambó press@guardanscambo.com / Tel. 02-43990159

FC ▪ FOTOGRAFIA E[È] CULTURA è una rivista di riflessione sulla fotografia, sull’arte, sulla cultura.

Nasce, per volontà degli associati di AFIP International e del suo presidente Giovanni Gastel la nuova pubblicazione FC ▪ FOTOGRAFIA E[È] CULTURA con cadenza semestrale e raccoglierà contributi teorici e articoli di riflessione sulla fotografia, sull’arte e sulla cultura in generale. 

Un discorso di riflessione attorno ai temi della fotografia non pensata come esperienza chiusa in sé stessa, autoreferenziale, specialistica, ma come forma di espressione perfettamente integrata in un mondo post-moderno caratterizzato appunto dalla contaminazione. 

In questo senso FC vuole dare il suo contributo grazie alla collaborazione di tanti amici di AFIP disposti a riflettere e interrogarsi su queste questioni.

Questa rivista nasce con un respiro lento che punta più alla riflessione che non alla cronaca e in questo senso contiamo di individuare per ogni numero un tema da approfondire.

Dall’arte in generale alla fotografia, alla letteratura, all’architettura, al design, abbiamo chiesto a bravi e illustri collaboratori le loro testimonianze.

La redazione, guidata dal direttore Pio Tarantini, fotografo e pubblicista, è costituita da un nucleo di base composto dal comitato editoriale – Giovanni Gastel, Pietro Privitera e Pio Tarantini − e da un gruppo di operatori tra i quali Sabina Berra, Paola Mattioli, Giuseppe Biancofiore, Efrem Raimondi, Piero Gemelli. Ogni numero si avvarrà dei contributi di molti altri artisti e studiosi non soltanto del mondo della fotografia ma della cultura in generale.

La rivista è realizzata con grande cura anche dal punto di vista di impaginazione e tipografico, avvalendosi di un importante grafico come Christoph Radl, con lo scopo di ottenere un prodotto pregiato sia nei contenuti che nella confezione editoriale.

 
*L’opera in copertina è di Pietro Privitera #538 Classical twins, Wundergram 2015.
Giovanni Gastel
Fotografia come messa in scena del visibile

Qualche tempo fa ho scritto: “Un insieme di intraviste memorie la mia vita. Non un buio senza lanterna". Ecco forse questo verso definisce il mio rapporto con la vista e con l'atto del vedere.

Ho sempre osservato il mondo più interessato a ciò che intravedevo che a ciò che vedevo distintamente.

La creazione, come io l'intendo, è un tentativo (sempre disatteso e sempre rinnovato) di ridisegnare il mondo, di raccontare una "tua" realtà personale che "alluda" al reale senza documentarlo ma filtrandolo e poi rigenerandolo in un mondo nuovo parallelo e personale.

[…]

L'enormità dell'universo mondo visibile potrebbe atterrire se non riuscissimo a organizzarlo in ricordo, ad archiviarlo e a sezionarlo. La meraviglia del pensiero umano è in questa capacità di organizzare l’apparente caos e di cercarne le regole interne. Il ricordo poi realizza una "ripulitura" del reale visto.

Una operazione straordinaria a togliere elementi non indispensabili che è, secondo me, identica a quella operata dall'artista che cerca la struttura interna del mondo e la ri-produce in nuova realtà archetipica. […]

Queste mie considerazioni sul fare fotografia e sul mio rapporto personale con questo medium mi vengono in mente nel momento in cui nasce questa rivista: una pubblicazione che nasce come esigenza dell’Associazione AFIP International di offrire uno strumento di riflessione e dibattito a una platea di lettori che vada oltre il settore specifico dei fotografi professionisti, degli amatori e dei vari operatori che ruotano attorno al fenomeno fotografia. Con queste pagine ci proponiamo di raccogliere varie testimonianze e riflessioni non solo sulla fotografia ma sulla cultura e la società più in generale, in linea con un’idea più attuale e viva in cui – come è più specificamente illustrato più avanti nella presentazione redazionale di Pio Tarantini – la fotografia è vissuta e vista non come fenomeno specifico e isolato ma all’interno del sistema più complesso e interdisciplinare che è la società contemporanea.

Agli amici di AFIP International, a chi ci segue, ai fotografi e a tutti gli operatori chiediamo un momento di attenzione e anche di collaborazione attraverso la divulgazione di queste pagine, certi di poter offrire uno strumento serio di riflessione che contribuisca ancor più alla diffusione della cultura fotografica.

 

 

 

 

*Giovanni Gastel, Do ut do, 2019
Giovanni Gatsel, "DO UT DO", 2019
Pio Tarantini
Fotografia e dintorni

Fotografia, arte, cultura: contaminazione è il crinale che caratterizza questi nostri anni in ambiti così labili e indefiniti come quelli dell’arte e delle espressioni artistiche in genere.

Da questo presupposto nasce l’idea di configurare un discorso di riflessione attorno ai temi della fotografia non pensata come esperienza chiusa in sé stessa, autoreferenziale, specialistica, ma come forma di espressione perfettamente integrata in un mondo post-moderno caratterizzato appunto dalla contaminazione. 

Queste pagine hanno dunque l’obiettivo di testimoniare il contributo di AFIP International al dibattito intorno alla fotografia e a quanto gira attorno ad essa nelle sue forme più varie, dall’aspetto squisitamente professionale, a quello di ricerca del linguaggio, da alcuni eventi fotografici importanti a livello nazionale e internazionale a quelli legati all’attività dell’Associazione, da alcuni aspetti inediti sull’attività di tanti protagonisti della scena fotografica italiana, e per questo molto specifici, ad altri riguardanti invece esperienze e riflessioni sull’arte e la cultura in generale. 

Un campo molto ampio quindi, nell’ottica di una comunicazione moderna, anzi contemporanea, che non può più essere quella della logica ristretta al campo specificamente fotografico professionale: e questo perché una logica di informazione e dibattito chiuso non risulta più al passo con i tempi che esigono trasversalità, contaminazione, dibattito aperto perché alla fine “tutto si tiene” e non si può parlare di fotografia trascurando tutti gli altri aspetti di comunicazione e cultura che determinano alla fine la professione.

[…]

Non vorrei apparire superficiale e banale, ma forse fare fotografia significa tentare di riprodurre e raccontare il mondo attraverso un procedimento tecnologico – una volta fisico-chimico, oggi in prevalenza digitale – ben consci che la fatale e meravigliosa invenzione descrive e racconta attraverso un medium che non è soltanto traccia del reale visibile ma anche manipolazione, invenzione e a volte, o forse sempre, “una autentica bugia”. 

[…] Questa rivista nasce con un respiro lento che punta più alla riflessione che non alla cronaca e in questo senso contiamo di individuare per ogni numero, con una cadenza semestrale, un tema da approfondire: per questo numero di esordio si è pensato a riflessioni sul ’68 – il mitico anno delle ribellioni giovanili in tutto il mondo occidentale e in particolare in Europa – raccogliendo testimonianze che non siano un nostalgico come eravamo ma osservazioni e analisi su alcuni cambiamenti significativi avvenuti in questi cinquant’anni nel campo delle espressioni artistiche.

Dall’arte in generale alla fotografia, alla letteratura, all’architettura, al design, abbiamo chiesto a bravi e illustri collaboratori le loro testimonianze. Tanti tasselli che ci aiutino a leggere meglio la storia di questi cambiamenti che hanno influito radicalmente sul nostro modo di vivere. 

Queste testimonianze e gli altri contributi redazionali che costituiscono la rivista sono e saranno scevri da linguaggi criptici per iniziati ma ci auguriamo che forniranno, con un linguaggio piano, profondo e divulgativo allo stesso tempo, elementi interessanti di consapevolezza e riflessione. Con serietà e rigore.

Buona lettura.

 

*© Giampietro Agostini, Piazza del Duomo, Milano, 1995.
© Giampietro Agostini, Piazza del Duomo, Milano, 1995.

Nel primo numero di FC ▪ FOTOGRAFIA E[È] CULTURA:

Testi di: Sabina Berra, Giuseppe Biancofiore, Angelo Mimmo Ampolo, Nicola Davide Angerame, Stefano Boeri,  Fulvio Bortolozzo, Valentina Brivio, Benedetta Buffetti, Giovanna Canzi, Cristina Casero, Matteo Cirenei, Francesco Faeta, Giovanni Gastel, Sergio Giusti, Gaetano Liguori, Emanuele Magri, Gianfranco Manfredi, Fabio Novembre, Marco Pozzi, Antonio Prete, Marisa Prete, Pietro Privitera, Francesco Radino, Efrem Raimondi, Davide Rondoni, Pio Tarantini.

 

Fotografie di: Erminio Annunzi, Archivio Cesare Colombo, Mario Cresci, Giovanni Gastel, Paolo Gioli, Nino Migliori, Pietro Privitera, Efrem Raimondi, Massimo Siragusa.

Disegni e illustrazioni: Piero Gemelli, Galleria Nuages.